Studi e formazione

Laurea magistrale in psicologia clinico -dinamica presso la Facoltà degli Studi di Padova

Iscrizione alla sezione A dell’Albo degli Psicologi del Veneto col n° 8642 dal 08/03/2013

Specializzazione in psicoterapia presso la scuola quadriennale di psicoterapia psicosintetica ed ipnosi ericksoniana “H. Bernheim” di San Martino B. A

Tipologia di formazione:
indirizzo psicodinamico con elementi del pensiero analitico junghiano, integrato con aspetti della psicosintesi (con riferimento al pensiero di R. Assagioli) ed elementi dell’ipnosi ericksoniana.

Dottoressa Chiara Tumminello
Dottoressa Chiara Tumminello

La visione psicologica di C. G. Jung

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung fu uno psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, ed elaborò delle riflessioni innovative riguardanti la psiche umana.
La sua teoria psicologica è molto articolata e complessa, e questa breve trattazione non pretende di essere né completa né esaustiva.
Secondo Jung lo scopo dello sviluppo psichico umano è l’individuazione, ossia il “diventare sé stessi, attuare il proprio sé”, realizzare ciò che vi è di più genuino e autentico in ognuno di noi. L’individuazione è un processo spontaneo e naturale, presente in ogni individuo, impossibile però da compiere pienamente: essa è più un obiettivo verso cui tendere, una direzione da seguire. Lo stesso Jung afferma che “la personalità, intesa come piena realizzazione della totalità del nostro essere, è un’ideale irraggiungibile. […] gli ideali non sono che indicatori della via da percorrere, e mai mete finali”*.
Nella strada verso l’individuazione è importante iniziare a conoscere quegli aspetti di sé di cui non si è consapevoli; in questo senso i sintomi come ansie e paure fungono da “allarme” che rivelano uno squilibrio nella propria personalità e che indicano quali atteggiamenti sia necessario modificare; ciò comporta il creare un dialogo col proprio inconscio.
Un elemento innovativo della psicologia di C.G. Jung è l’aver dimostrato l’esistenza, oltre che dell’ inconscio personale, anche dell’inconscio collettivo, ossia di quell’insieme di immagini ed esperienze ereditarie che ciascuno ha in sé sin dalla nascita, comuni a tutti gli esseri umani. Fanno parte dell’inconscio collettivo gli archetipi (es. l’archetipo del padre e della madre, del vecchio saggio, ecc…): le immagini archetipiche racchiudono in sé l’esperienza di tutta l’umanità riguardo ad esempio cos’è un padre o una madre. Tali immagini costituiscono la base su cui poi ognuno crea le proprie personali esperienze nella vita. Le immagini archetipiche si ritrovano nei motivi mitologici e nelle fiabe popolari di tutto il mondo, come ad esempio l’eroe che sconfigge il drago, il saggio, il re e la regina: essi descrivono e narrano esperienze comuni a tutto il genere umano, come ad esempio l’affrontare le difficoltà o il trovare le risorse dentro di sé.
Gli archetipi si ritrovano anche nei simboli, ossia in quelle immagini che emergono ad esempio tramite i sogni e i disegni di ognuno e che consentono di scoprire parti di noi finora sconosciute.

* cit. tratta da J. Jacobi, La psicologia di C.G. Jung, ed. Bollati Boringhieri

Strumenti utilizzati:

Oltre al colloquio terapeutico, possono essere utilizzati altri strumenti quali:
Tecniche di rilassamento

Il rilassamento è una tecnica che aiuta a riacquistare uno stato di benessere a livello mentale e fisico: si impara a rilassare il corpo, ad eliminare le tensioni muscolari e a staccare la mente dal pensiero frenetico, ansioso e compulsivo che caratterizza la vita quotidiana.
Tramite il rilassamento si acquisisce una maggior consapevolezza del proprio corpo e delle tensioni che si registrano a livello fisico; inoltre si riporta l’attenzione sul proprio modo di respirare. Il rilassamento può essere utile nei momenti in cui uno stato eccessivo di ansia o stress caratterizza la vita quotidiana. In tal caso, centrare l’attenzione su di sé, sul proprio corpo e sul proprio respiro può aiutare ad alleviare la tensione e a riportare la consapevolezza sulle proprie emozioni, che vengono poi elaborate all’interno del percorso terapeutico personale.

Analisi dei sogni

Tutti noi sogniamo, ogni notte; sognare è un fenomeno naturale. Comunemente si tende a considerare il sogno come un fenomeno senza una particolare importanza, ma in realtà esso ha dei legami molto stretti con la nostra vita quotidiana. Infatti, proprio come una lente di ingrandimento, mostra emozioni e vissuti inconsci relativi alle nostre esperienze coscienti; inoltre fornisce un insight sulle cause delle nostre disarmonie e indica una via verso un miglior equilibrio individuale. I sogni “ci mostrano dove sbagliamo, dove siamo inadeguati, ci avvertono di un pericolo […], colgono il senso profondo della nostra vita”*.
L’analisi dei sogni aiuta quindi il percorso di conoscenza di sé all’interno della psicoterapia.
*cit. tratta da: Ml. Von Franz, Il mondo dei sogni, ed. Red

Disegni e mandala

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Disegnare è un’attività naturale, spontanea e innata, tant’è vero che sin dalla preistoria l’uomo ha utilizzato il disegno per esprimere le proprie esperienze ed emozioni. Al giorno d’oggi però spesso si crede che disegnare sia solo un’attività da bambini, e raramente da adulti ci si concede il tempo per farlo.
In realtà l’utilizzo del disegno in psicoterapia può essere molto utile: infatti attraverso forme e colori si dà voce al proprio mondo interiore, e a volte emozioni e vissuti che non si riescono a definire a parole diventano più concreti, tangibili e chiari una volta disegnati.
Ciò è vero sia quando si realizza un disegno libero, sia quando si disegna un mandala.

Il mandala

Il mandala ha due caratteristiche principali: è un disegno realizzato all’interno di un cerchio, e ha un suo centro. La forma circolare simbolicamente ha la funzione di contenere e creare una protezione, un ‘temenos’ o ‘cerchio sacro’, come lo definiva Jung. Egli fu il primo ad introdurre il mandala nel lavoro coi pazienti: difatti aveva scoperto che i mandala disegnati cambiano e si modificano a seconda dell’umore e dello stato d’animo del momento. “disegnando un mandala, creiamo un simbolo personale che rispecchia chi siamo in quel momento. Il cerchio che disegniamo contiene, ed evoca, l’apparizione di nostre parti conflittuali” #.
L’utilizzo del mandala in terapia aiuta quindi ad esprimere e rendere più chiaro il proprio vissuto interiore di un dato momento.
“I mandala con la loro struttura matematica […] sono chiamati a trasformare il caos in cosmo. […] Queste figure non solo esprimono ma producono anche ordine. [Disegnare un mandala] ha per scopo appunto di creare un ordine interiore nella persona”*.
#cit. tratta da S.F. Fincher, I mandala, ed. Astrolabio
*cit. tratta da J. Jacobi, La psicologia di C.G. Jung, ed. Bollati Boringhieri